Obesità e farmaci GLP-1: guida completa alle nuove terapie per il controllo del peso

Negli ultimi anni la terapia dell’obesità ha conosciuto un’evoluzione significativa grazie ai farmaci appartenenti alla classe degli agonisti del recettore GLP-1, tra cui liraglutide, semaglutide e la più recente tirzepatide.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questi medicinali rappresentano oggi una possibile opzione terapeutica nel trattamento a lungo termine dell’obesità negli adulti selezionati, sempre all’interno di un percorso medico strutturato che includa modifiche dello stile di vita.

Come funzionano gli agonisti GLP-1

Il GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) è un ormone intestinale rilasciato dopo l’assunzione di cibo e coinvolto nella regolazione metabolica.

Gli agonisti GLP-1 imitano l’azione di questo ormone naturale e agiscono attraverso diversi meccanismi:

  • aumento del senso di sazietà;

  • riduzione dello stimolo della fame a livello centrale;

  • rallentamento dello svuotamento gastrico;

  • miglioramento della regolazione glicemica tramite aumento dell’insulina glucosio-dipendente.

Questi effetti determinano una riduzione spontanea dell’introito calorico, favorendo la perdita di peso corporeo.

Originariamente sviluppati per il diabete di tipo 2, tali farmaci sono stati successivamente studiati e autorizzati anche per la gestione cronica del peso.

Liraglutide, semaglutide e tirzepatide: quali differenze

Liraglutide

La liraglutide è un analogo del GLP-1 a lunga durata d’azione approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per il trattamento dell’obesità.

Caratteristiche principali:

  • somministrazione sottocutanea quotidiana;

  • azione selettiva sul recettore GLP-1;

  • esperienza clinica consolidata nel tempo.

È stata una delle prime terapie autorizzate per la gestione cronica del peso corporeo.

Semaglutide

La semaglutide rappresenta una generazione successiva di agonisti GLP-1.

Differenze principali:

  • somministrazione settimanale;

  • maggiore durata d’azione;

  • effetto più marcato su sazietà e controllo dell’appetito.

Gli studi clinici del programma STEP, pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed, hanno mostrato riduzioni ponderali clinicamente rilevanti nei pazienti con obesità (riduzione media del peso ≈15% negli studi STEP).

Tirzepatide

La tirzepatide introduce un meccanismo innovativo.

È infatti un agonista duale GLP-1/GIP, cioè agisce contemporaneamente su due ormoni incretinici coinvolti nella regolazione metabolica e dell’appetito.

Gli studi clinici della serie SURMOUNT, pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno evidenziato una riduzione del peso corporeo superiore rispetto agli agonisti GLP-1 tradizionali in soggetti con obesità o sovrappeso con comorbilità (riduzione fino a ≈20–22% negli studi SURMOUNT)

Effetti collaterali possibili

Gli effetti indesiderati più comuni sono di tipo gastrointestinale e tendono a comparire nelle fasi iniziali della terapia o durante l’aumento del dosaggio.

Tra i più segnalati:

  • nausea;

  • vomito;

  • diarrea;

  • stipsi;

  • dolore addominale;

  • riduzione dell’appetito.

Nella maggior parte dei casi i sintomi risultano lievi o transitori e migliorano con l’adattamento progressivo della dose.

Una perdita di peso rapida può inoltre associarsi, in alcuni pazienti, a calcolosi della colecisti o disturbi digestivi persistenti, motivo per cui è previsto monitoraggio medico periodico.

Controindicazioni e precauzioni

L’impiego degli agonisti GLP-1 richiede sempre valutazione clinica individuale.

Le principali condizioni in cui la terapia può non essere indicata includono:

  • storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide;

  • sindrome MEN2;

  • pancreatite pregressa;

  • gravidanza o allattamento;

  • gravi patologie gastrointestinali.

Le linee guida internazionali evidenziano che la terapia farmacologica deve essere integrata all’interno di un percorso multidisciplinare, che comprenda educazione alimentare, attività fisica regolare e supporto comportamentale.

Il ruolo dei farmaci nella cura dell’obesità

Le più recenti raccomandazioni della European Association for the Study of Obesity (EASO) indicano che farmaci come semaglutide e tirzepatide possono essere considerati tra le opzioni terapeutiche nei pazienti con obesità e complicanze metaboliche, nell’ambito di una gestione personalizzata della malattia.

L’obesità è oggi riconosciuta come patologia cronica complessa, e la terapia farmacologica rappresenta uno degli strumenti disponibili quando gli interventi sullo stile di vita da soli non risultano sufficienti.

La scelta del trattamento più appropriato resta quindi una decisione medica basata su caratteristiche cliniche individuali, comorbilità e tollerabilità del paziente.

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