Negli ultimi anni la terapia dell’obesità ha conosciuto un’evoluzione significativa grazie ai farmaci appartenenti alla classe degli agonisti del recettore GLP-1, tra cui liraglutide, semaglutide e la più recente tirzepatide. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questi medicinali rappresentano oggi una possibile opzione terapeutica nel trattamento a lungo termine dell’obesità negli adulti selezionati, sempre all’interno di un percorso medico strutturato che includa modifiche dello stile di vita. Come funzionano gli agonisti GLP-1 Il GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) è un ormone intestinale rilasciato dopo l’assunzione di cibo e coinvolto nella regolazione metabolica. Gli agonisti GLP-1 imitano l’azione di questo ormone naturale e agiscono attraverso diversi meccanismi: aumento del senso di sazietà; riduzione dello stimolo della fame a livello centrale; rallentamento dello svuotamento gastrico; miglioramento della regolazione glicemica tramite aumento dell’insulina glucosio-dipendente. Questi effetti determinano una riduzione spontanea dell’introito calorico, favorendo la perdita di peso corporeo. Originariamente sviluppati per il diabete di tipo 2, tali farmaci sono stati successivamente studiati e autorizzati anche per la gestione cronica del peso. Liraglutide, semaglutide e tirzepatide: quali differenze Liraglutide La liraglutide è un analogo del GLP-1 a lunga durata d’azione approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per il trattamento dell’obesità. Caratteristiche principali: somministrazione sottocutanea quotidiana; azione selettiva sul recettore GLP-1; esperienza clinica consolidata nel tempo. È stata una delle prime terapie autorizzate per la gestione cronica del peso corporeo. Semaglutide La semaglutide rappresenta una generazione successiva di agonisti GLP-1. Differenze principali: somministrazione settimanale; maggiore durata d’azione; effetto più marcato su sazietà e controllo dell’appetito. Gli studi clinici del programma STEP, pubblicati su riviste internazionali peer-reviewed, hanno mostrato riduzioni ponderali clinicamente rilevanti nei pazienti con obesità (riduzione media del peso ≈15% negli studi STEP). Tirzepatide La tirzepatide introduce un meccanismo innovativo. È infatti un agonista duale GLP-1/GIP, cioè agisce contemporaneamente su due ormoni incretinici coinvolti nella regolazione metabolica e dell’appetito. Gli studi clinici della serie SURMOUNT, pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno evidenziato una riduzione del peso corporeo superiore rispetto agli agonisti GLP-1 tradizionali in soggetti con obesità o sovrappeso con comorbilità (riduzione fino a ≈20–22% negli studi SURMOUNT) Effetti collaterali possibili Gli effetti indesiderati più comuni sono di tipo gastrointestinale e tendono a comparire nelle fasi iniziali della terapia o durante l’aumento del dosaggio. Tra i più segnalati: nausea; vomito; diarrea; stipsi; dolore addominale; riduzione dell’appetito. Nella maggior parte dei casi i sintomi risultano lievi o transitori e migliorano con l’adattamento progressivo della dose. Una perdita di peso rapida può inoltre associarsi, in alcuni pazienti, a calcolosi della colecisti o disturbi digestivi persistenti, motivo per cui è previsto monitoraggio medico periodico. Controindicazioni e precauzioni L’impiego degli agonisti GLP-1 richiede sempre valutazione clinica individuale. Le principali condizioni in cui la terapia può non essere indicata includono: storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide; sindrome MEN2; pancreatite pregressa; gravidanza o allattamento; gravi patologie gastrointestinali. Le linee guida internazionali evidenziano che la terapia farmacologica deve essere integrata all’interno di un percorso multidisciplinare, che comprenda educazione alimentare, attività fisica regolare e supporto comportamentale. Il ruolo dei farmaci nella cura dell’obesità Le più recenti raccomandazioni della European Association for the Study of Obesity (EASO) indicano che farmaci come semaglutide e tirzepatide possono essere considerati tra le opzioni terapeutiche nei pazienti con obesità e complicanze metaboliche, nell’ambito di una gestione personalizzata della malattia. L’obesità è oggi riconosciuta come patologia cronica complessa, e la terapia farmacologica rappresenta uno degli strumenti disponibili quando gli interventi sullo stile di vita da soli non risultano sufficienti. La scelta del trattamento più appropriato resta quindi una decisione medica basata su caratteristiche cliniche individuali, comorbilità e tollerabilità del paziente.
Prevenzione delle malattie metaboliche: focus su obesità
Approcci diagnostici e collaborazioni specialistiche Le malattie metaboliche comprendono un insieme di condizioni che coinvolgono il metabolismo di zuccheri, grassi e proteine. Tra queste, l’obesità rappresenta uno dei principali fattori di rischio modificabili ed è frequentemente associata a diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemie e patologie cardiovascolari. Un approccio orientato alla prevenzione si fonda su diagnosi accurate, interventi personalizzati e collaborazione tra diverse figure specialistiche. Che cosa si intende per obesità L’obesità è una condizione clinica caratterizzata da un eccesso di massa grassa che può compromettere la salute. Viene comunemente definita tramite l’indice di massa corporea (BMI), ma la valutazione clinica non si esaurisce in questo parametro. Distribuzione del grasso corporeo, composizione corporea e presenza di comorbidità sono elementi essenziali per una corretta inquadratura. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità è una patologia cronica complessa, influenzata da fattori genetici, ambientali, comportamentali e socioeconomici. Per questo richiede una gestione strutturata e continuativa. Perché la prevenzione è fondamentale La prevenzione delle malattie metaboliche mira a ridurre il rischio di sviluppare complicanze nel medio e lungo periodo. Intervenire precocemente consente di: rallentare o evitare la progressione verso condizioni croniche; migliorare la qualità di vita; ridurre l’impatto clinico e assistenziale delle comorbidità associate. La prevenzione non riguarda solo il peso corporeo, ma l’equilibrio complessivo del metabolismo. Approcci diagnostici: oltre il peso Un corretto percorso di prevenzione parte da una valutazione diagnostica completa, che può includere: Anamnesi clinica dettagliata, con attenzione a familiarità, stile di vita e fattori di rischio; Valutazione antropometrica, non limitata al BMI (circonferenza vita, rapporto vita-fianchi); Esami ematochimici, come glicemia, insulinemia, profilo lipidico, funzionalità epatica; Valutazione della composizione corporea, utile per distinguere massa grassa e massa magra; Inquadramento clinico delle comorbidità, se presenti. Questi strumenti permettono di identificare precocemente alterazioni metaboliche anche in assenza di sintomi evidenti. Il ruolo delle collaborazioni specialistiche La prevenzione dell’obesità e delle malattie metaboliche beneficia di un approccio multidisciplinare, in cui diversi specialisti collaborano in modo coordinato. Tra le figure più frequentemente coinvolte: Chirurgo bariatrico, per l’inquadramento clinico generale e la gestione delle comorbidità; Specialista in nutrizione, per la valutazione dello stato nutrizionale e l’educazione alimentare; Endocrinologo, in presenza di alterazioni ormonali o metaboliche specifiche; Professionisti della riabilitazione, per promuovere un’attività fisica adattata e sostenibile; Altri specialisti, in base alle condizioni associate (cardiologo, epatologo, ecc.). La collaborazione tra specialisti consente di costruire percorsi personalizzati, basati su evidenze scientifiche e linee guida cliniche. Stili di vita e prevenzione a lungo termine Accanto alla diagnosi e al monitoraggio clinico, la prevenzione si fonda su interventi sullo stile di vita, che includono: alimentazione equilibrata e sostenibile nel tempo; attività fisica regolare, adattata alle condizioni cliniche; gestione dello stress e qualità del sonno; continuità dei controlli nel tempo. Questi elementi, integrati in un percorso strutturato, contribuiscono a migliorare il controllo metabolico e a ridurre il rischio di complicanze. La prevenzione delle malattie metaboliche, con particolare attenzione all’obesità, richiede un approccio clinico globale: diagnosi precoce, valutazione approfondita e collaborazione tra più specialisti. Informazione corretta, monitoraggio e interventi personalizzati rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute metabolica nel lungo periodo.
Rientro dalle vacanze: come riprendere la routine con leggerezza
Trasforma lo stress da rientro in energia positiva! Le vacanze sono sinonimo di relax, convivialità e – spesso – di qualche eccesso a tavola. È normale, al rientro, sentirsi un po’ appesantiti o fuori allenamento rispetto alla solita routine. La buona notizia è che non servono diete drastiche né sacrifici impossibili: bastano piccoli passi per rimettere ordine nell’alimentazione, recuperare energia e affrontare settembre con il giusto spirito. Ripartire senza rigidità Il rientro è già di per sé un momento delicato: nuove scadenze, ripresa del lavoro e organizzazione familiare. Evita quindi di aggiungere ulteriore stress con regimi troppo rigidi. Meglio puntare su un approccio graduale, che privilegi varietà e moderazione. Un’alimentazione equilibrata diventa più efficace quando si integra nella vita di tutti i giorni, senza strappi né rinunce forzate. Strutturare i pasti principali Colazione, pranzo e cena sono i tre pilastri della giornata: saltarli non aiuta, anzi può aumentare la stanchezza e favorire gli attacchi di fame. Colazione: scegli alimenti che rilasciano energia lentamente, come cereali integrali, frutta fresca o yogurt. Pranzo e cena: bilancia carboidrati complessi (pasta, riso, farro), proteine magre (pesce, carni bianche, legumi) e tante verdure di stagione. Spuntini: frutta, frutta secca o verdure crude sono alternative pratiche e leggere. Per chi desidera un supporto personalizzato, il nostro team propone percorsi su misura attraverso la terapia dietetica. Il rientro dalle vacanze è il momento giusto per nuovi obiettivi Sfruttare i prodotti di stagione Settembre porta in tavola alimenti preziosi: Uva: ricca di antiossidanti, ottima come spuntino energizzante. Fichi e prugne: dolci ma con proprietà digestive. Verdure come cavolfiori, broccoli e zucche: perfette per depurare e alleggerire i pasti. Integrare frutta e verdura di stagione aiuta a variare la dieta e a garantire un apporto costante di fibre, vitamine e minerali. Obiettivi realistici e sostenibili L’arrivo di settembre è il momento ideale per definire nuovi obiettivi di benessere. Meglio puntare su traguardi concreti e raggiungibili: aumentare il consumo di verdure a cena, ridurre le bevande zuccherate, dedicare tempo alla preparazione dei pasti. Obiettivi troppo ambiziosi rischiano di trasformarsi in frustrazione. Invece, piccoli miglioramenti costanti diventano nuove abitudini consolidate. Acqua e movimento: alleati quotidiani Idratarsi a sufficienza è fondamentale per combattere la stanchezza, regolare la digestione e sostenere il metabolismo. Accompagna l’acqua a un minimo di movimento quotidiano, anche semplice come una camminata di 20-30 minuti: il corpo ne trarrà beneficio immediato, soprattutto dopo un periodo più sedentario. Quando serve un aiuto in più Per chi desidera un cambiamento più strutturato, C.I.B.O. Milano mette a disposizione un team multidisciplinare che lavora in sinergia: chirurgo, nutrizionista, psicologo ed endocrinologo. Oltre ai percorsi alimentari, sono disponibili soluzioni innovative come il palloncino intragastrico o la chirurgia bariatrica mini-invasiva, sempre accompagnate da un attento follow-up. Il rientro dalle vacanze non deve essere una corsa contro il tempo per “tornare in forma”. È piuttosto un’occasione per prendersi cura di sé, un passo alla volta. Con una dieta equilibrata, idratazione, movimento e obiettivi realistici, settembre può diventare il mese del nuovo inizio, senza stress e con tanta motivazione. Per approfondire questi temi e scoprire altre strategie pratiche, visita la sezione News!
Dimagrire meglio: perché i cibi meno processati fanno la differenza
Perdere peso non è solo questione di calorie Quando si pensa al dimagrimento, spesso l’attenzione si concentra sulle calorie e sul bilanciamento dei nutrienti. Ma un fattore decisivo è la qualità e il livello di lavorazione degli alimenti. Uno studio dell’University College London, pubblicato su Nature Medicine, ha dimostrato che una dieta basata su cibi minimamente elaborati porta a risultati migliori rispetto a una ricca di alimenti ultra-processati, pur mantenendo lo stesso apporto nutrizionale. Lo studio: stessi nutrienti, risultati diversi Per otto settimane, 55 persone hanno seguito due diete con identico bilanciamento di grassi, proteine, fibre, carboidrati e sale. Gruppo 1: alimenti freschi e poco processati Gruppo 2: cibi confezionati e industriali Senza limiti nelle quantità, il Gruppo 1 ha perso in media il 2 % del peso corporeo, il Gruppo 2 solo l’1 %. Inoltre, chi ha seguito una dieta a base di alimenti freschi ha riportato meno fame e un migliore controllo dell’appetito. Perché i cibi freschi aiutano a dimagrire Gli alimenti poco processati: Sono più ricchi di fibre e nutrienti Hanno un migliore effetto saziante Contengono meno additivi che rallentano la digestione Secondo la coordinatrice dello studio, Rachel Batterham, dare priorità a frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca può offrire benefici aggiuntivi per il controllo del peso. Mangiare meno non basta: mangiare meglio è la chiave per dimagrire in modo efficace e duraturo. Lo dimostra la scienza e lo conferma l’esperienza di C.I.B.O. Milano. Con un’alimentazione basata su cibi freschi e poco processati e il supporto di un team interdisciplinare, è possibile ottenere risultati concreti, migliorare la salute e mantenere il peso forma nel tempo. Scopri di più sui percorsi di dimagrimento di C.I.B.O. Milano e inizia oggi il tuo cambiamento.
Etichette e nuovi equilibri: l’alimentazione vista dal carrello
I dati dell’Osservatorio Immagino 2025 raccontano una dieta che cambia: meno zuccheri, più proteine, etichette sempre più protagoniste. C’è un luogo, spesso trascurato, dove si legge chiaramente l’evoluzione del nostro modo di mangiare: l’etichetta alimentare. Per chi si occupa di nutrizione, osservare cosa compare sempre più spesso (e cosa scompare) sulle confezioni dei prodotti significa leggere tra le righe dei comportamenti alimentari. L’Osservatorio Immagino 2025, che ha analizzato oltre 145.000 prodotti venduti nella GDO italiana, offre un quadro molto interessante: a cambiare non sono solo gli ingredienti, ma la mentalità con cui si fa la spesa. Nel 2024, i prodotti con claim “senza zuccheri aggiunti”, “pochi grassi” o “senza conservanti” hanno rappresentato quasi il 9% dei nuovi lanci. Parallelamente, cresce la categoria degli alimenti “arricchiti”: proteine, fibre, fermenti lattici, potassio e calcio sono i nutrienti più evidenziati in etichetta. Questo cambiamento suggerisce una maggiore attenzione non tanto alla quantità del cibo, quanto alla sua qualità intrinseca: a cosa serve, come si integra in una dieta equilibrata, quali funzioni può svolgere sul piano metabolico, digestivo, o anche semplicemente funzionale alla quotidianità. Zuccheri giù, proteine su: piccoli segni di un nuovo approccio I numeri sono precisi: nel 2024 il contenuto medio di zuccheri dei prodotti confezionati è calato del 1,7%, mentre le proteine sono salite del 1,1% e le fibre dello 0,8%. In parallelo, si osserva una lieve crescita anche dei grassi (saturi inclusi), che può aprire una riflessione interessante: l’aumento non riguarda tanto l’eccesso, quanto forse una riabilitazione dei grassi come nutrienti strutturali, da valutare in base al loro ruolo e non solo al numero di calorie. Il calo degli zuccheri sembra ormai strutturale. Le categorie che storicamente ne contenevano di più (dalle merendine ai dolci spalmabili) stanno progressivamente modificando la propria formulazione. Il risultato è una riduzione complessiva dell’indice glicemico medio del carrello italiano, che può avere ricadute positive su più fronti: dal controllo dell’appetito alla prevenzione metabolica, passando per un miglioramento della qualità della dieta, specie nei pasti intermedi. L’etichetta come spazio di relazione, prima ancora che d’informazione Guardando con occhio clinico queste trasformazioni, si nota una tendenza interessante: l’etichetta non è più solo un elenco di componenti, ma una narrazione valoriale. Il consumatore non legge solo “ingredienti”: cerca segni di affidabilità, orientamento, rassicurazione. In questo senso, l’etichetta sta diventando una sorta di alleato silenzioso nella costruzione di un’alimentazione più ragionata. Non è detto che ogni prodotto arricchito sia automaticamente migliore, così come non basta togliere uno zucchero per ottenere un equilibrio. Ma il fatto che queste scelte siano diventate visibili, ricorrenti e ben accolte, racconta qualcosa. Racconta che l’attenzione alla dieta non è più un tema da specialisti, ma una pratica diffusa, che si esercita attraverso migliaia di piccole decisioni settimanali, al supermercato, davanti a un’etichetta. Una consapevolezza utile, ma senza ossessioni Quando si parla di attenzione all’etichetta, vale sempre la pena ricordare che la ricerca della “salute nel piatto” deve restare un percorso sereno. L’ortoressia, ovvero l’ossessione patologica per il mangiare sano, è una realtà poco visibile ma presente. Scegliere con cura cosa mangiare è un gesto positivo, ma non deve trasformarsi in un controllo rigido o ansiogeno. Equilibrio e flessibilità sono fondamentali anche nell’alimentazione più attenta. Serve una guida? Meglio rivolgersi a chi se ne occupa per mestiere Per chi vuole orientarsi tra le tante etichette e trovare un’alimentazione adatta al proprio stile di vita, stato di salute o obiettivi personali, può essere utile affidarsi a una figura professionale. Una consulenza dietistica personalizzata aiuta non solo a leggere meglio ciò che si compra, ma anche a costruire una dieta sostenibile nel tempo, davvero centrata sui propri bisogni — non solo su ciò che “sembra sano” da fuori.
Farmacoterapia per il dimagrimento: un aiuto concreto, ma non una scorciatoia
La farmacoterapia per il dimagrimento rappresenta un’opportunità innovativa nel percorso verso un peso forma sostenibile. Tuttavia, è fondamentale comprendere che questi farmaci non sono una magia: servono sempre in un contesto clinico strutturato, con regolare visita medica e supporto dietetico. Perché una visita preliminare è essenziale Prima di iniziare, è obbligatorio sottoporsi a una visita specialistica. Solo un professionista può valutare: il tuo BMI e eventuali patologie (es. diabete, ipertensione); controindicazioni (pancreatite, gravidanza, ecc.); il farmaco più adatto (es. semaglutide o tirzepatide). Questo approccio personalizzato garantisce sicurezza e efficacia. I farmaci più utilizzati Semaglutide: agonista GLP‑1 che imita un ormone intestinale, favorisce il senso di sazietà e rallenta lo svuotamento gastrico, con perdita media fino al 15 % in 16 mesi. Tirzepatide: combo GLP‑1+GIP, iniezione settimanale, offre calo ponderale intorno al 20–22 %. La farmacoterapia per dimagrire può essere davvero efficace, ma solo se viene seguita all’interno di un percorso ben strutturato, con un team di professionisti al tuo fianco. Non si tratta solo di prendere un farmaco e aspettare che faccia tutto da solo: serve un supporto medico continuo, che valuta se si è idonei al trattamento, controllando i progressi e intervenendo in caso di effetti collaterali. In parallelo, è fondamentale anche il lavoro della dietista, che costruisce un piano alimentare su misura, pensato per lavorare in sinergia con il farmaco. Questo aiuta non solo a ottimizzare i risultati, ma anche a gestire meglio eventuali fastidi come la nausea o un senso di sazietà troppo forte. In alcuni casi, può essere utile anche l’intervento di uno psicologo o di un personal trainer, soprattutto se c’è bisogno di lavorare su abitudini più profonde o motivazioni che vanno oltre la tavola. Perché dimagrire, lo sappiamo, non è solo una questione di chili: è un cambiamento di stile di vita. E a proposito di stile di vita, la dieta resta il cuore del percorso. Nessun farmaco potrà mai sostituire un’alimentazione equilibrata e personalizzata. È grazie alla dieta che si evitano carenze, si regola l’energia in modo intelligente e, soprattutto, si impara a mangiare con consapevolezza. Il vero traguardo, infatti, non è solo perdere peso, ma riuscire a mantenerlo nel tempo e sentirsi finalmente bene con sé stessi. L’educazione alimentare gioca un ruolo fondamentale anche nel rapporto con il cibo, aiutando a gestire momenti di crisi o ricadute emotive. Infine, tutto questo va seguito con costanza e attenzione. Le visite di controllo sono importanti: servono a verificare che tutto stia andando bene, che il peso si stia riducendo in modo sano e che eventuali fastidi vengano affrontati subito, magari modificando la dieta o aggiustando il dosaggio del farmaco. È un percorso che va costruito passo dopo passo, con flessibilità, ma sempre con una guida esperta accanto.
Come possiamo aiutarti a dimagrire con metodo in C.I.B.O. Milano
Dimagrire non significa semplicemente perdere chili, ma riprogettare il corpo e la mente in equilibrio. Ecco i percorsi offerti da C.I.B.O. Milano per un dimagrimento efficace, sicuro e sostenibile. Terapia Dietetica personalizzata Il primo passo del tuo percorso inizia con un consulto con la nostra Dott.ssa Alessandra Freda, dietista specializzata in piani alimentari su misura.– Effettuerò un’anamnesi completa del paziente e personalizzerà il percorso più adatto, anche grazie al calcolatore BMI per stabilire il peso ideale e definire un target realistico. – Da qui nasce un piano dietetico strutturato, che può includere scelte come la dieta chetogenica, sempre personalizzata sulle tue esigenze.– Con pasti equilibrati e spuntini regolari, evitiamo deficit nutrizionali e garantiamo un percorso sostenibile. Scopri di più su come perdere peso. Supporto psicologico: affrontare le emozioni legate al cibo Molte volte il peso è legato a fattori emotivi come stress, ansia o abitudini consolidate. Ecco perché offriamo: – Percorsi con uno psicologo per contrastare disturbi come il binge eating, gestire lo stress e rafforzare l’autocontrollo.– Sarò la guida per imparare a gestire le emozioni senza ricorrere al cibo, trasformando il dimagrimento in un percorso di crescita personale. Percorsi farmacologici e innovativi Per alcuni pazienti, la sola dieta può non bastare: -Farmaci come semaglutide, farmaco GLP‑1, riduce aiutando a regolare appetito e sazietà; può portare a una perdita fino al 20 % del peso iniziale, sempre integrato in un percorso completo e monitorato. Tutti i percorsi farmacologici sono accompagnati da controllo medico costante, per personalizzare dosaggi e controllo degli effetti. Soluzioni endoscopiche e chirurgiche Per chi ha un’obesità moderata o grave, o ha già tentato varie strade senza successo, offriamo opzioni avanzate: Palloncino intragastrico – Non richiede anestesia o chirurgia, si inserisce per via orale e aiuta a ridurre appetito e assunzione calorica, con monitoraggio costante.– Disponibili diverse soluzioni come i programmi Allurion e Orbera 365. Endoscopia bariatrica (plicatura gastrica) – Tecnica minimamente invasiva che riduce lo stomaco tramite suture senza incisioni, effettuata da via endoscopica. Chirurgia bariatrica – Interventi come sleeve gastrectomy, bypass gastrico e mini bypass vengono eseguiti dal Dott. Andrea Formiga nei casi di obesità grave o inefficacia delle alternative meno invasive. Ogni paziente beneficia di un supporto pre e post-operatorio, con dieta liquida iniziale, monitoraggio delle carenze e controllo nutrizionale per il mantenimento a lungo termine. Tecnologie elettromedicali per il rimodellamento Oltre ai percorsi tradizionali, C.I.B.O. Milano integra anche soluzioni innovative: – Power Shape, DUAL HI, FISIO TONE: dispositivi che potenziano la perdita di massa grassa tonificando e rimodellando i tessuti. Scopri di più sulle tecnologie elettromedicali Approccio multidisciplinare e monitoraggio costante L’efficacia del percorso C.I.B.O. risiede nell’integrazione tra nutrizione, psicologia e medicina.– Monitoraggio continuo garantisce aggiustamenti tempestivi dei piani alimentari, farmacologici o chirurgici.– Supporto online o in presenza: non sei mai solo, ad ogni passo c’è un professionista al tuo fianco. Perché scegliere C.I.B.O. Milano? Percorso personalizzato: ogni trattamento è cucito sulle tue esigenze. Team multidisciplinare: dietisti, psicologi, chirurghi e tecnici collaborano in sinergia. Metodi innovativi certificati, supportati da tutte le evidenze cliniche più solide. Supporto continuo: dalla fase iniziale al mantenimento del risultato. Inizia oggi Scegli il percorso giusto per te: dal primo BMI al consulto specialistico, fino a trattamenti farmacologici o chirurgici.Prenota la tua consulenza con il nostro team su misura per il tuo obiettivo.
BMI: cos’è e perché è importante per la tua salute
Il BMI (Body Mass Index), in italiano Indice di Massa Corporea, è uno strumento semplice e ampiamente utilizzato per valutare se il peso di una persona è proporzionato alla sua altezza. Sebbene non sia perfetto, rappresenta un primo indicatore utile per monitorare il proprio stato di salute e prevenire condizioni come sovrappeso e obesità. Come si calcola il BMI La formula per calcolare il BMI è: BMI = peso (kg) / altezza² (m²) Ad esempio, una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,75 m avrà un BMI pari a 22,86. Sulla base di questo valore, si possono identificare le seguenti fasce: Sottopeso: BMI < 18,5 Normopeso: 18,5 – 24,9 Sovrappeso: 25 – 29,9 Obesità: ≥ 30 Vuoi sapere in che fascia ti trovi? Usa il nostro calcolatore BMI gratuito per scoprire il tuo valore e ricevere indicazioni utili. Perché il BMI è importante Un BMI fuori dalla norma può essere un segnale di allerta. Valori troppo bassi possono indicare malnutrizione o problemi alimentari, mentre valori alti possono aumentare il rischio di: Diabete di tipo 2 Malattie cardiovascolari Ipertensione Apnee notturne Disturbi articolari Limiti del BMI È importante ricordare che il BMI non distingue la composizione corporea. Una persona molto muscolosa può risultare in sovrappeso pur avendo una bassa percentuale di grasso. Per una valutazione più precisa, è utile considerare anche: La circonferenza vita Il rapporto vita/fianchi La massa grassa tramite esami specifici Per questo motivo, in casi complessi o con BMI borderline, è consigliabile rivolgersi a un medico o a un nutrizionista per un’analisi completa. I nostri professionisti qualificati propongono percorsi personalizzati per il controllodel peso, con soluzioni innovative e approcci clinici mirati. Cosa fare se il tuo BMI è alto Se il tuo BMI rientra nella fascia sovrappeso o obesità, non scoraggiarti. Ci sono diverse soluzioni, sia non invasive che chirurgiche, che puoi valutare con il supporto di specialisti, a partire da un percorso nutrizionale, come ad esempio la dieta chetogenica medicalizzata. Trattamenti non chirurgici Per chi ha un BMI tra 27 e 40, il palloncino intragastrico può essere una valida opzione. È un trattamento temporaneo che aiuta a ridurre l’appetito e migliorare l’educazione alimentare. In alternativa, in presenza di obesità o sindrome metabolica, è possibile considerare un percorso farmacologico con semaglutide o tirzepatide, farmaci innovativi in grado di ridurre l’appetito e migliorare il controllo glicemico Chirurgia bariatrica Se il tuo BMI è superiore a 35 (con patologie associate) o superiore a 40, potresti essere un candidato per la chirurgia bariatrica. Offriamo interventi sicuri ed efficaci, come sleeve gastrectomy, bypass gastrico e plicatura gastrica. Il BMI è uno strumento utile per monitorare la salute e intervenire precocemente in caso di squilibri. Nonostante i suoi limiti, rappresenta un punto di partenza fondamentale per affrontare il sovrappeso o l’obesità. Ricorda: non esistono soluzioni standard. Ogni percorso va personalizzato in base alla tua storia clinica, stile di vita e obiettivi. Contattaci per affidarti ad un team specializzato , dove medicina, nutrizione e tecnologia si uniscono per prendersi cura di te.
Perché si ingrassa: cause mediche, abitudini sbagliate e come risolvere in modo definitivo
L’aumento di peso non è mai causato da un solo fattore. Ingrassare può essere il risultato di cause biologiche, comportamentali, psicologiche e ambientali, che spesso agiscono insieme. Per questo dimagrire non significa solo “mangiare meno”, ma richiede un’analisi completa e personalizzata. In questo articolo ti guidiamo attraverso tutti i motivi principali per cui si ingrassa — dai problemi medici alle cattive abitudini — e ti spieghiamo perché nessun trattamento, nemmeno il palloncino intragastrico o la chirurgia bariatrica, potrà mai funzionare a lungo senza un cambiamento reale dello stile di vita. Cause mediche dell’aumento di peso Squilibri ormonali Molti casi di aumento di peso hanno radici ormonali. Patologie come ipotiroidismo, PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) e sindrome di Cushing influenzano profondamente il metabolismo, il ciclo mestruale e l’appetito. Queste condizioni portano spesso a un aumento del grasso addominale, resistenza all’insulina e difficoltà nel perdere peso anche con una dieta corretta. Effetti collaterali di alcuni farmaci Antidepressivi, antipsicotici, cortisonici, beta-bloccanti e alcuni antiepilettici possono modificare l’equilibrio ormonale, rallentare il metabolismo e aumentare la fame. L’effetto può essere subdolo e progressivo, con chili che si accumulano nel tempo. Anche in questi casi, è importante affrontare il problema con un medico esperto, senza interrompere i trattamenti senza indicazioni. Disturbi del sonno Dormire meno di 6–7 ore per notte influisce su ormoni chiave come leptina e grelina, che regolano sazietà e fame. Il risultato? Fame nervosa, voglia di zuccheri, metabolismo rallentato. Presso C.I.B.O. Milano possiamo valutare eventuali disturbi respiratori del sonno (come l’apnea notturna), spesso collegati al sovrappeso stesso. ➡️ Prenota una visita specialistica presso il nostro centro per indagare squilibri endocrini e metabolici. Cattive abitudini che favoriscono l’aumento di peso Fame emotiva e stress cronico Molte persone mangiano non per fame biologica, ma per rabbia, noia, ansia o frustrazione. È la cosiddetta fame emotiva, che spinge a scegliere cibi ipercalorici, spesso dolci o salati, come forma di auto-consolazione. Lo stress cronico inoltre innalza i livelli di cortisolo, che favorisce la lipogenesi (formazione di grasso), in particolare a livello addominale. Saltare i pasti, soprattutto la colazione Saltare la colazione è uno degli errori più diffusi. Questo comportamento porta a crisi ipoglicemiche e voglia di carboidrati semplici, generando un circolo vizioso di fame/abbuffate. Fare una colazione bilanciata, invece, stabilizza i livelli di zucchero nel sangue e riduce la fame durante la giornata. Mangiare distratti (TV, smartphone, multitasking) Mangiare davanti a uno schermo riduce la consapevolezza e la percezione della sazietà. Si tende a mangiare più velocemente e in quantità maggiori, con scarsa gratificazione. Recuperare il contatto con il cibo attraverso un’alimentazione consapevole è uno dei pilastri dell’educazione nutrizionale. Bevande zuccherate e calorie liquide Bibite gassate, succhi industriali, alcolici e anche alcuni frullati “salutistici” contengono zuccheri nascosti che si trasformano rapidamente in grasso. Il problema è che queste calorie non saziano, portandoci a mangiare comunque altro. Meglio optare per acqua, tisane senza zucchero e — se necessario — bevande proteiche strutturate con uno specialista. Sedentarietà cronica Anche con una dieta perfetta, una vita sedentaria blocca i risultati. Camminare, fare attività fisica, anche leggera ma quotidiana, attiva il metabolismo e migliora la composizione corporea. Il nostro approccio include il movimento come parte integrante del percorso di dimagrimento. Porzioni troppo abbondanti e velocità nel mangiare Negli ultimi anni, le dimensioni delle porzioni sono aumentate ovunque, alterando la percezione del “giusto” e portando a mangiare più del necessario, anche senza fame reale. A ciò si aggiunge l’abitudine di mangiare in fretta e masticare poco, che impedisce al cervello di registrare i segnali di sazietà. Il risultato è un’assunzione calorica maggiore e una digestione meno efficace. Imparare a riconoscere le corrette porzioni e rallentare durante i pasti è fondamentale per dimagrire e mantenere i risultati nel tempo. Anche con il nostro aiuto , senza cambiare le abitudini… tornerai a ingrassare! Puoi seguire una dieta chetogenica medicalizzata, puoi inserire un palloncino intragastrico Allurion o ORBERA365, puoi anche arrivare a un intervento di chirurgia bariatrica. Ma se, una volta raggiunti i risultati, torni alle vecchie abitudini, tornerai inevitabilmente anche al vecchio peso. La verità è che nessuna tecnica, per quanto avanzata, funziona da sola. Serve un cambiamento reale, quotidiano, duraturo. Il dimagrimento duraturo è possibile Capire perché si ingrassa è il primo passo. Il secondo è chiedere aiuto a chi può offrirti un percorso completo e personalizzato. Presso C.I.B.O. Milano, trovi un team multidisciplinare che lavora insieme: nutrizionisti, chirurghi, medici estetici, psicologi e tecnologi del benessere. Perdere peso non significa solo dimagrire: significa imparare a vivere in modo diverso.
La chirurgia bariatrica per migliorare la qualità della vita: vantaggi e risultati
La chirurgia bariatrica rappresenta una delle opzioni disponibili per affrontare l’obesità e migliorare la salute generale. Tuttavia, è fondamentale valutarne attentamente le implicazioni, considerando sia i benefici che i possibili rischi. Esistono diverse tecniche chirurgiche, ognuna con caratteristiche specifiche, che possono offrire miglioramenti significativi per alcuni pazienti. Quando si può accedere alla chirurgia bariatrica Non tutti i pazienti affetti da obesità possono sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica. L’accesso a questa opzione è regolato da criteri specifici, tra cui: Indice di massa corporea (IMC): generalmente, la chirurgia è indicata per pazienti con un IMC uguale o superiore a 30, soprattutto in presenza di patologie correlate all’obesità (come diabete di tipo 2 o ipertensione grave). Fallimento di altri trattamenti: il paziente deve aver tentato senza successo altri approcci, come dieta, esercizio fisico e terapie farmacologiche. Valutazione medica e psicologica: prima dell’intervento, è necessario ottenere un nulla osta psicologico per verificare la capacità del paziente di affrontare i cambiamenti richiesti dall’operazione e dal percorso post-chirurgico. Percorso nutrizionale: il paziente deve seguire un programma nutrizionale pre e post-operatorio per garantire il successo dell’intervento e prevenire carenze alimentari. Alcune tipologie di intervento Bypass gastricoIl bypass gastrico è una delle procedure più diffuse. Consiste nella creazione di una piccola tasca nello stomaco, collegata direttamente all’intestino tenue, riducendo così l’assorbimento dei nutrienti e la quantità di cibo ingeribile. Questo intervento può favorire una perdita di peso significativa e migliorare alcune condizioni metaboliche. Sleeve gastrectomyLa sleeve gastrectomy prevede la rimozione di circa il 75% dello stomaco, lasciando una struttura a forma di tubo stretto. Questo riduce la capacità gastrica e l’appetito, facilitando la perdita di peso. Rispetto al bypass gastrico, è un intervento meno invasivo e ha mostrato buoni risultati nella gestione dell’obesità e delle sue complicanze. OverStitchL’OverStitch è una tecnica endoscopica minimamente invasiva che permette di ridurre il volume dello stomaco senza incisioni chirurgiche. Attraverso l’endoscopio, vengono applicate delle suture interne per restringere lo stomaco, limitando così la quantità di cibo ingeribile. È indicata soprattutto per pazienti che necessitano di una revisione di precedenti interventi bariatrici o per chi cerca un approccio meno invasivo. Vantaggi Perdita di peso significativa: La chirurgia bariatrica può favorire una notevole riduzione del peso corporeo, contribuendo a diminuire il rischio di malattie legate all’obesità, come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le patologie cardiovascolari. Miglioramento della salute metabolica: Molti pazienti osservano miglioramenti nei livelli di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo, con una riduzione della necessità di farmaci. Maggiore mobilità e benessere fisico: La perdita di peso può alleviare lo stress sulle articolazioni, riducendo dolori muscoloscheletrici e migliorando la capacità di movimento. Benefici psicologici: Un cambiamento positivo nell’aspetto fisico può aumentare l’autostima e migliorare la salute mentale, contribuendo a ridurre il rischio di depressione e ansia. Durata dei risultati: Se accompagnata da uno stile di vita sano, l’intervento può offrire benefici duraturi, con il mantenimento del peso raggiunto nel tempo. Molti pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica riportano una significativa perdita di peso e un miglioramento delle condizioni di salute. In alcuni casi, è possibile ridurre o eliminare l’uso di farmaci per malattie metaboliche e migliorare la qualità del sonno, riducendo il rischio di apnea notturna. Tuttavia, è importante sottolineare che la chirurgia bariatrica non rappresenta una soluzione universale, ma un’opzione tra le tante per affrontare l’obesità. Per ottenere risultati duraturi, è essenziale adottare un approccio globale che includa cambiamenti nello stile di vita, alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.